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LA FINZIONE DELL'ANONIMO: PERCHÉ ?

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motivo storico

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motivo politico

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motivo artistico

MOTIVO STORICO

Il M. vuole convincere i suoi lettori che la storia narrata è vera, realmente accaduta, per renderla più interessante, coinvolgente ed istruttiva.

Nasceva però la diffcoltà di provare l'autenticità dei fatti, dato che aveva deciso di ambientare i fatti nel lontano Seicento.

Quindi il M. inventa l'Anonimo, cioè il vero autore della storia, che può trascrivere fedelmente quei fatti, perché lui stesso ne è stato testimone. Anche lui quindi non ha inventato il racconto, non lo ha creato con la sua fantasia, ma ha registrato fatti veri.

Mentendo apertamente, il M. dichiara nella premessa del romanzo di aver trovato un manoscritto del Seicento, "slavato e graffiato", che conteneva però una storia interessante: quella appunto del mancato matrimonio di due giovani per colpa di un nobile prepotente.

Decide allora di ricopiare il testo tale e quale, ma poi pensa che nessuno avrebbe avuto piacere di leggere una storia, bella e originale, espressa in una lingua ampollosa, gonfia e altisonante, come era quella barocca di due secoli prima.

Ci ripete spesso infatti di non essere il vero autore della storia, ma di averla solo "trascritta", forse un po' "raccomodata".

In realtà l'ispirazione del romanzo gli è venuta dalla lettura di due libri, del Ripamonti e del Gioia, dove aveva trovato una grida (= legge) che elencava le severissime pene previste per chi avesse impedito con la forza un matrimonio.

MOTIVO POLITICO

Al tempo in cui il M. scrive la storia (1821/42) il territorio di Milano era sotto la dominazione austriaca. Attraverso il romanzo, il M. vuole criticare l'oppressione, ma non potendolo fare direttamente per non incontrare il divieto della censura, sostituisce gli Austraci con gli Spagnoli, che hanno dominato quelle terre nel Seicento.

Per i lettori però è chiaro che la prepotenza, la violenza, l'orgoglio e la presunzione dei nobili spagnoli, di cui l'Anonimo è testimone oculare, sono in realtà gli stessi degli Austriaci.

L'autore infatti vuole educare i lettori ai valori della libertà e dell'indipendenza, anzi si augura che il popolo italiano voglia presto ribellarsi.

MOTIVO ARTISTICO

L'Anonimo dunque è il vero responsabile del racconto, in particolare di alcuni punti segreti, come i nomi di luoghi e di personaggi,.

Non indica con esattezza, ad esempio, il paese di Renzo e Lucia; non rivela la vera identità della Monaca di Monza o dell'Innominato, personaggi storici appartenenti a nobili famiglie,

Questo accade per rispetto nei loro confronti, ma anche perché il senso di mistero accresce l'interesse del lettore e soprattutto la sua convinzione che la storia sia vera.

Il M. quindi può scusarsi con noi per il fatto che non ci può fornire dati certi e completi, riversando la colpa sull'Anonimo.

Questi diventa un personaggio nella storia, che il M. nomina spesso con ironia, ma sempre con rispetto, perché è lui il vero "autore".