Goldoni
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CARLO GOLDONI  
(Venezia 1707 – 1793 Parigi)

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biografia

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visione della società

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rapporto con l'Illuminismo

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concezione artistica

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opere

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la fortuna

BIOGRAFIA:

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Gioventù inquieta fra gli studi di legge, continui spostamenti , e un impiego alla cancelleria di Chioggia e di Feltre

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Dopo la morte del padre inizia la professione di avvocato, ma inizia presto a scrivere testi per il teatro veneziano, soprattutto di genere comico.

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Fugge da Venezia per debiti, e si trasferisce a Pisa

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Conosce a Livorno il capocomico Medebac che lo fa diventare scrittore di teatro di professione.

nota:

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è il primo scrittore che lavora per vivere, che vive di quello che guadagna scrivendo

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poiché è nel meccanismo economico del teatro, deve scrivere incontrando i gusti del pubblico che paga per andare a teatro, e non soltanto per esprimere le sue idee. Nel 1750 riesce infatti a scrivere addirittura 16 commedie, per rifarsi degli insuccessi iniziali

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Non scende però a compromessi volgari come il suo rivale Pietro Chiari.

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Passa poi a lavorare per Francesco Vendramin, ma crescono le polemiche verso le novità del suo teatro, infatti il pubblico sembra preferire il gusto conservatore e fantastico del Teatro di Carlo Gozzi.

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Si trasferisce quindi a Parigi, dove però inizia di nuovo la sua battaglia contro la Commedia dell’Arte: una serie di buffonerie affidate all’estro dei comici improvvisatori.

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Assunto a corte come maestro di italiano delle principesse, ottiene una modesta pensione, sospesa però dall’Assemblea Legislativa e che gli sarà riconcessa proprio il giorno della sua morte, in miseria come sempre.

VISIONE DELLA SOCIETÀ

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Critica l’inerzia dei nobili, che non collaborano alla vita economica del paese e alla pubblica felicità

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Ammira il mercante (Pantalone): una figura positiva, socievole, concreta, puntuale e rispettosa degli impegni, moralmente ineccepibile, attaccato alla famiglia, economo e laborioso
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All’inizio del suo teatro lo descrive così in modo ideale, come dovrebbe essere. In seguito lo descrive com’è nella realtà: l’economo diventa avaro, l’uomo rispettabile diventa superbo, puntuale fino all’ostinazione. Al Pantalone illuminato si sostituisce “il rustego” gretto ed ottuso.

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Dà rilievo alla figura femminile: a volte pettegola e intrigante, ha però in genere più buon senso dell’uomo

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Crede nei forti legami fra l’individuo e la collettività: loda quello che li rafforza, come la sincerità e la fedeltà, critica quello che li danneggia, come l’ipocrisia e la menzogna

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E’ legato alla vita cittadina, col suo fervore attivo e la sua festosa socialità

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Ammira l’Inghilterra e l’Olanda per la loro civiltà laboriosa e pacifica

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Ha una visione ottimistica della società: tutte le sue commedie si chiudono con la possibilità di risolvere i conflitti fra individui e ceti diversi. Ha la stessa fiducia illuminista nel progresso ispirato dalla Ragione.

RAPPORTO CON L'ILLUMINISMO

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desiderio di semplicità e di naturalezza

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interprete delle esigenze della borghesia moderatamente riformatrice

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adesione alla vita reale

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simpatia per gli umili

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lingua concreta e quotidiana: nelle commedie in dialetto trova un mezzo espressivo adatto al mondo popolare

 CONCEZIONE ARTISTICA:

La sua riforma del teatro la Commedia dell’Arte
Testo della commedia interamente scritto e non limitato ad un canovaccio recitazione a soggetto, affidata all’improvvisazione dell’attore
Vicende reali e quotidiane situazioni tipiche, fantastiche
Storia lineare e non troppo intrecciata interesse basato sull'intreccio
Conversazioni familiari a tutti: equivoci, chiacchiere, pettegolezzi ritmo frenetico delle battute
sorriso bonario, sentimenti virtuosi, intento moralistico: correggere i vizi della società attraverso una moderata comicità, proponendo modelli positivi di virtù volgarità
Lingua vicina al dialetto della vasta area veneto-lombarda, aderente alla lingua parlata, ricco di proverbi e modi di dire, di termini legati alla vita marinara e alla moda. lingua artificiosa: troppo scurrile o troppo raffinata
Impostazione corale: tutti i personaggi sono importanti, hanno un loro carattere, una loro verità uso delle maschere

OPERE

Goldoni ha scritto un gran numero di commedie (nel 1750 addirittura 16 in un anno), alcune di scarso livello letterario, ma molte degne di essere apprezzate e rappresentate ancora oggi.

Fra le sue opere migliori si possono ricordare le seguenti:

1750

La famiglia dell’antiquario

Contro la nobiltà presuntuosa e sfaccendata, superba  e prepotente

1753

La Locandiera

Una locanda (specchio della società) dove si incontrano il Marchese di Forlipopoli, (la nobiltà di sangue ma decaduta), il Conte di Albafiorita (la nobiltà acquisita), il Cavaliere di Ripafratta (nobile superbo, burbero e scontroso). Tutti messi al loro posto dalla locandiera (il mercante operoso e saggio) che, dopo aver vinto la scommessa con se stessa di riuscire a conquistare il cuore del cavaliere, preferisce alla loro corte quella del cameriere Fabrizio (il plebeo che aspira ad un salto di classe). Forse un po’ cinica e calcolatrice, ma onesta e seducente insieme.

1756

Il Campiello

Un giorno di Carnevale tre madri progettano in una piazzetta (campiello) di dar marito alle loro figlie, ma l’arrivo di un galante cavaliere napoletano scombina i loro piani, dando la vittoria agli innamorati.

1760

I Rusteghi

Critica i padri di famiglia autoritari che opprimono mogli e figli imponendo loro una vita soffocante.

Quattro mercanti moralisti e retrogradi tiranneggiano le loro famiglie: due di loro decidono il matrimonio dei loro figli a loro insaputa e quindi senza che si vedano fino al giorno delle nozze. Ma la moglie di uno degli amici riesce con un trucco a farli incontrare. Litigi e riconciliazione finale.

1761

Le smanie per la villeggiatura

L’ossessiva ricerca della villeggiatura da parte della borghesia rivela l’ansia di emulare i nobili.

Filippo con la figlia Giacinta e Leonardo con la sorella Vittoria partono per la villeggiatura. Leonardo, innamorato di Giacinta, spera di viaggiare nella sua carrozza, ma Filippo ha già invitato Guglielmo, un altro spasimante della ragazza. Gelosie e ripicche sembrano compromettere le vacanze, quando il vecchio Fulgenzio appiana i contrasti e l’amore trionfa.

Nelle commedie seguenti della trilogia Leonardo andrà in rovina per debiti ma la ragazza lo salverà sposandolo e portandogli la sua dote.

1762

Le Baruffe chiozzotte (di Chioggia)

Entra in scena il popolo, spontaneo nei suoi sentimenti e nelle relazioni sociali, ancora genuino e fedele a quei valori che la borghesia sembra aver perduto: schermaglie sentimentali di due ragazze in cerca di marito, ripicche e pettegolezzi, guardati dall’alto con sorridente e divertito paternalismo.

Toffolo fa un po’ di corte a Lucetta, così Checca si ingelosisce. Crescono le accuse e le ingiurie fino a metter mano ai coltelli. La pubblica autorità riporterà la pace.

1762

Una delle ultime sere di Carnovale

L’addio a Venezia prima di trasferirsi in Francia

1762

Sior Todero Brotolon

Dalla comicità benevola alla satira feroce verso la borghesia

1764

Il ventaglio

Scritte in francese, sono piccoli gioielli pur non avendo un grande valore artistico per la difficoltà di esprimersi in una lingua non sua.

1771

Il burbero benefico

LA FORTUNA

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entusiasmo di Goethe

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apprezzamento di Voltaire

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appoggio di Andrea Chénier

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stima di Pietro Verri

una carrellata di autori in Power Point

la tabella cronologica degli autori

 per ulteriori informazioni sull'autore e il testo delle opere:
http://www.liberliber.it