I Promessi Sposi
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I PROMESSI SPOSI

di

LA POETICA ROMANTICA DEL MANZONI

Si basa su tre nuovi principi, in opposizione al neo-classicismo:

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IL VERO PER OGGETTO

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L'INTERESSANTE PER MEZZO

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L'UTILE PER SCOPO

IL VERO PER OGGETTO: LA STORICITA'

manzoni02.gif (15988 byte)Egli vuole rappresentare eventi realmente accaduti, quelli stessi che la storia ci tramanda. La diversità non sta quindi nella materia, ma nel modo in cui essa viene trattata.

Infatti la storia descrive i fatti nella loro verità ed obbiettività, narra le decisioni dei governi e le reazioni del popolo.

Invece la poesia vuole scoprire le passioni da cui sono stati mossi protagonisti e vittime di quei fatti, vuole rappresentare i caratteri, gli affetti, le aspirazioni dei personaggi.

NEI PROMESSI SPOSI:

Su uno sfondo di vicende storicamente avvenute (la guerra, la carestia, la peste) e di personaggi realmente vissuti (il Cardinale Borromeo, l'Innominato, la Monaca di Monza) il M. inserisce personaggi ed episodi creati dalla sua fantasia.

Questi però aderiscono pienamente al clima, alle vicende e alle personalità storiche del '600 milanese.

E' questa la poetica del verosimile, cioè inventare qualcosa che assomiglia al vero, che, anche se non è accaduto realmente, sarebbe potuto accadere, perché assomiglia a qualcosa che è accaduto davvero.

"Faccio il possibile per compenetrarmi nello spirito del tempo che debbo descrivere, per viverci dentro" (Lettera al Fauriel)

Così scriveva il Manzoni, sottolineando l'intenzione di creare una storia non tanto pittoresca e suggestiva, ma la ricostruzione fedele di un'epoca nei suoi costumi e nella sua mentalità.

L'INTERESSANTE PER MEZZO: LA POPOLARITA'

manzoni.jpg (10075 byte)Il Romanticismo, nato dopo la Rivoluzione Francese, era animato dagli stessi ideali economici e sociali di uguaglianza fra le classi. Quindi questa corrente letteraria fa entrare nella letteratura la borghesia e il popolo a pieno diritto, accanto alla classe dominante dell'aristocrazia.

Per questo allargamento sociale dell'arte il M. trova anche una giustificazione legata alla natura stessa della poesia: egli pone gli umili accanto ai potenti, dà un volto alle innumerevoli creature che passano anonime nel dramma della vita.

L'arte infatti per lui deve essere universale: parlare di tutti per parlare a tutti.

La poesia, per raggiungere il suo scopo di innalzamento spirituale, deve scegliere dei soggetti che stimolino la curiosità e l'interesse dei lettori, perché hanno gli stessi loro problemi, o quasi.

Per questo, quindi, l'arte deve rispecchiare la vita quotidiana, perché il lettore possa immediatamente ritrovare se stesso nell'opera.

NEI PROMESSI SPOSI:

La vita degli umili è vista soprattutto alla luce degli ideali del Vangelo: proprio perché essi non hanno la forza di commettere ingiustizie, proprio perché sono le vittime innocenti dell'eterna violenza della storia, essi sono i più vicini a Dio, i suoi prediletti.

Quindi Egli li protegge sempre con la sua Provvidenza, anche in mezzo ai guai e alle sofferenze più terribili, anche di fronte ai nemici apparentemente più invincibili.

Con la forza della Provvidenza, infatti, due contadini deboli ed inermi come Renzo e Lucia riusciranno a realizzare il loro amore, contro le prepotenze arroganti del nobile e ricco don Rodrigo.

L'UTILE PER SCOPO: LA MORALITA'

manzoni03.jpg (20454 byte)L'arte ha uno scopo educativo: deve cioè migliorare gli uomini, stimolandoli a riflettere sugli ideali più grandi, la giustizia, la libertà, la fede.

Deve anche rappresentare le passioni che hanno sempre tormentato gli uomini, per farci sentire il fondo di debolezza che ci accomuna e che ci predispone all'indulgenza e all'amore reciproco.

Di qui nasce l'umorismo del M., che, al contrario della comicità, è la capacità di comprendere le debolezze umane, di giudicare la miseria morale ma di compatirla nello stesso tempo.

NEI PROMESSI SPOSI:

Attraverso le vicende di Renzo e Lucia, il M. vuole rappresentare l'eterna vicenda della vita in cui prevalgono dolori e ingiustizie: gli umili subiscono le prepotenze dei superbi, sono le vittime dei violenti, gli oppressi dei malvagi.

Esiste però una possibilità di salvezza per loro: essi non devono cedere e ricambiare il male con il male, ma resistere, fiduciosi nell'aiuto della Provvidenza.

I "Promessi Sposi" sono stati chiamati infatti il romanzo della Provvidenza: l'intervento di Dio in ogni momento è così forte che diventa "una presenza paterna, amorosa, severa": lo senti negli affanni e nelle tribolazioni, e in quegli spiragli di luce che si aprono improvvisi nei momenti di maggiore angoscia e salvano i deboli dalla disperazione.

Qualcuno o qualcosa, come fosse la mano di Dio, interviene sempre per proteggere (Fra Cristoforo), per consolare (la moglie del sarto), per salvare (il cardinale).

Lucia e Fra Cristoforo impersonano in modo più chiaro e costante la concezione religiosa dell'autore: entrambi hanno a certezza che Dio è presente accanto a loro. E questo dà loro forza e fiducia.

E il "sugo di tutta la storia" è proprio che "quando i guai vengono, o per colpa o senza copla, la fiducia in Dio li raddolcisce e li rende utili per una vita migliore".